Simposio Agroalimentare
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Tempo di buoni propositi
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E' arrivato il Natale e ...... poi il Nuovo Anno e non sappiamo quali sorti economiche ci riserverà. Il mondo sembra essere sempre più irrequieto tra crisi economia e Stati, Istituti ed Organizzazioni che vacillano e che rischiano di coinvolgere noi stessi.Lo scenario sta cambiando e noi non possiamo subirlo, ignorandolo.Abbiamo creatività, intelligenza e sensibilità per assumere un atteggiamento positivo, solidale, collaborativo e determinato verso noi stessi e l’ambito ed il mondo che ci circonda.Avviciniamoci allora ad un Natale più sobrio, più equilibrato, più "come era una volta" e cerchiamo di portarcelo nel cuore e di tenerlo con noi tutto l’anno.Operiamo nei nostri ambiti con coerenza e trasparenza, in modo che esse possano spostare la determinazione di chi collabora con noi verso il bello ed il positivo, verso interessi e beni comuni e condivisi. Per obiettivi ben posti l’uomo, andando in guerra, è capace di sfidare la morte. Sfruttiamo invece questa stessa capacità e determinazione che abbiamo e che ci unisce, per azioni nobili e positive, che diano forza a noi stessi ed alle organizzazioni a cui apparteniamo.Eliminiamo le incongruenze personali, organizzative e strutturali che ci attanagliano, frenando e limitando il nostro agire, perché non esiste forza maggiore nell’individuo che la sua determinazione ad un futuro migliore e più sereno per sé, i suoi affetti e il mondo a cui appartiene. ....
Perché rinunciare all’apporto vitaminico in Smoothies e Succhi freschissimi?
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C’è opportunità ancora da cogliere negli smoothies e succhi con elevati tenori in frutta, tale da poter soddisfare il fabbisogno nutrizionale di vitamine e sali minerali, con il vantaggio di renderli fruibili, senza limiti, e assumibili, in forma gradita, anche da bambini ed adolescenti.Questa è la conclusione a cui è giunta una recente indagine nel segmento smoothies e succhi freschissimi, dove nella maggioranza dei casi, con il claim “naturalità” non è possibile dichiarare quello che nel prodotto non c’è più. Ma i sistemi ed modelli tecnologico organizzativi potrebbero fare di più?
Arsenico nell\'acqua
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Sono passati 12 anni dalla Direttiva 98/93/CE relativa alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, che limita a 10 microgrammi per litro il contenuto di Arsenico. L’autore pone alcuni interrogativi. Non era possibile porre rimedio alla situazione? Il limite di 10 microgrammi è veramente pericoloso?
Servizi di ristorazione fuori casa - Requisiti dei capitolati, bando e disciplinare
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Il gruppo tecnico costituito da UNI ha terminato ad inizio estate la redazione della norma che specifica i requisiti che devono essere contenuti nel capitolato di appalto, nel bando e nel disciplinare per l’affidamento dei servizi relativi
alla ristorazione fuori casa.
Le trattative tecnico-commerciali tra fornitore e committente necessitano infatti di elementi oggettivi, misurabili e di validità generale, nel quadro di principi definiti di economicità, efficacia, trasparenza e correttezza
Articolo di Amina Ciampella - Presidente sottocommissione Ristorazione fuori casa.
Sistemi di Gestione Integrata del Rischio nel Settore Agro-alimentare
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La teoria e la pratica della gestione tecnica dei processi e delle imprese
sta passando con crescente frequenza dal “Quality System Management” che
ha guidato l’organizzazione delle imprese negli ultimi 20 anni all’
“Integrated Risk Management (IRM)” che guiderà l’organizzazione delle
imprese nei prossimi 20 anni.
L’introduzione alla norma ISO 31000 afferma: “Organizations of all types and
sizes face internal and external factors and influences that make it uncertain
whether and when they will achieve their objectives”. Questa preoccupazione
richiede al responsabile della gestione tecnica di processi e filiere di
diventare un “multihazard manager”.
Un po\' d\'ordine sulle Mozzarelle blu
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Le mozzarelle da
un discount a casa diventano blu.
I NAS scatenano il putiferio: sequestro, ritiro, allerta, ipotesi di
reato inesistenti (sofisticazione?).
Queste cose per un Tecnologo Alimentare sono quasi normali e non
necessitano di analisi se non per confermare quanto già si
sa.
Normativa settore piatti pronti: un percorso ragionato
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L’autore (Dott. Giovanni Gozzi) propone
una sintesi ragionata della normativa che regola il settore dei piatti
pronti e propone un percorso a più livelli per la
loro interpretazione ed applicazione.
La vastità
dell’argomento deve essere semplificata da alcune
considerazioni preliminari che indirizzino l’operatore del
settore verso le norme fondamentali.
Il Coaching per focalizzarsi sugli obiettivi
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Molto spesso l’imprenditore nella piccola media impresa, è sommerso dall’operatività quotidiana
e non riesce a districarsi da essa entrando in un circolo vizioso da
cui fa fatica ad uscirne.
Gli impegni assillanti nascondono le soluzioni e sottraggono energia
per individuare le opportunità di cambiamento.
L’accentramento di poteri limita il trasferimento di delega ai collaboratori che vengono così esclusi dal processo di
crescita e di assunzione di responsabilità.
Il coaching co-attivo viene in aiuto all’organizzazione
aziendale per liberare energie e mantenere alta la motivazione.
Trattamento dei prodotti alimentari viscosi e con pezzi: quali innovazioni?
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I sistemi
tradizionali di trattamento di prodotti
viscosi presentano forti limitazioni, inefficienze operative e qualche
quesito dal punto di vista della sicurezza alimentare.
Si analizzano le principali problematiche e si segnala una soluzione
tecnologica che può costituire un primo vero salto evolutivo
nel convenience food.
Il trattamento dei fluidi viscosi
nei processi alimentari è caratterizzato da problematiche
complesse che penalizzano la qualità organolettica e
nutrizionale del prodotto sottoposto a pastorizzazione o
sterilizzazione.
Confezioni \"sottopeso\": frode in commercio?
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Quando si è di fronte al reato di frode in commercio?
Nell’articolo é analizzata la normativa in materia e sono riassunti in modo sintetico i casi in cui si può incorrere nel reato di frode in commercio, ma soprattutto viene sintetizzata la corretta interpretazione normativa.
Valutazioni sulla proposta del Reg. CE su “informazioni alimentari ai consumatori”
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A poco più di 8 anni
dalla sua adozione, la direttiva 2000/13 è chiamata ad un
veloce abbandono, destinata ad essere riassorbita in un nuovo atto
“Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e
del Consiglio, relativa alla fornitura di informazioni alimentari ai
consumatori presentata dalla Commissione”.
Nell\'elenco ingredienti c\'è proprio tutto?
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L'autore affronta il tema legato
alla possibilità, offerta dall'attuale normativa, di non
dichiarare in etichetta alcune categorie di sostanze: i coadiuvanti e
gli additivi carry-over.
Partendo dal presupposto che le definizioni di "coadiuvante
tecnologico" ed "additivo" mostrano
sostanziali identità, viene dapprima evidenziata la poco
comprensibile disparità di trattamento che la norma
attribuisce a queste due categorie, per arrivare poi alla potenziale
pericolosità, legata al fatto di affidare ad una arbitraria
valutazione del singolo produttore, la decisione di elencare o meno un
numero significativo di sostanze nella lista degli ingredienti.
Caso \"Danacol\": gli errori da evitare.
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L’articolo prende spunto
dal recente episodio relativo alla sanzione comminata
dall’Autorità Garante della Concorrenza e del
Mercato a Danone, per la pubblicità del suo prodotto Danacol.
L’autore analizza alcune argomentazioni difensive addotte da
Danone nel corso delle indagini che hanno portato al provvedimento,
evidenziando l’importanza di valutare con estrema attenzione
gli argomenti utilizzati, per non correre il rischio di ottenere
effetti opposti a quelli sperati.
Olivicoltura: da Delo a San Francisco. Le nuove sfide per l’olio extravergine
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Mentre la disciplina nazionale e comunitaria si avvita nella ricerca di nuove disposizioni sanzionatorie, e il mondo della comunicazione appunta il dito ora su uno scandalo (triangolazioni magiche col quali olive tunisine divengono italiane, via New York) ora su altro, continua la poca attenzione sui temi che sono sui tavoli internazionali.
L’autore (avv. Daniele Pisanello) spiega come i nuovi marketing standard in discussione, in prospettiva, possono danneggiare ben più di azioni piratesche, pur generalizzate.
E' noto d'altronde che, a rigore, contraffare è una “formalità”, una questione di definizioni.
Per costruire la piramide della qualità è necessario partire dall’eccellenza, non dallo standard.
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Intervento conclusivo del Prof.
Claudio Peri alla sessione di chiusura della conferenza "Beyond
Extra Virgin", al Culinary Institute of America, Napa Valley,
23 giugno 2009.
Il discorso del Prof. Peri è stato tenuto subito dopo il
Forum su "Olio di oliva di eccellenza a un bivio", in cui molti
panellists avevano insistito sul concetto che l'eccellenza
può essere un obiettivo prematuro e che la
priorità dovrebbe essere data alla produzione di un buon
olio, conforme allo standard dell’extra vergine. Di
conseguenza, il discorso del Prof. Peri è stato
più di un formale saluto ai partecipanti al congresso. E
'stata una forte riaffermazione della necessità di
perseguire l'eccellenza, se si vuole che il problema della
qualità sia all’attenzione di tutti.
Ecco le sue parole ...
La TRIZ: una vera e propria teoria dell’invenzione!
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La forte
competitività presente nei mercati ha spostato l’attenzione sull’innovazione e
sull’applicazione di metodologie per rendere meno
casuale il processo della generazione di nuove idee.
Ma come è possibile:
- programmare un’attività creativa, caratterizzata dall’eccezionalità e dagli esiti incerti?
- ridurre o accelerare i tempi del progetto innovativo?
- mettere a punto un prodotto o un processo che si differenzi
sul mercato?
- replicare il processo di innovazione?
L’autore interpreta il processo creativo ed illustra la
teoria TRIZ, fornendo alcuni esempi applicativi e ponendo un quesito
chiarificatore:
“Cosa hanno in comune una nocciolina, un diamante ed
un peperone?!?”.
Il controllo del processo agronomico di produzione delle olive
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La
capacità di un produttore e i
risultati che egli è in grado di ottenere dipendono
essenzialmente dalla sua capacità di tenere sotto controllo
i punti, le attività e le condizioni che sono critiche al
fine del conseguimento dei requisiti programmati.
Il controllo del processo agronomico di produzione delle olive
è l’insieme delle avvertenze, delle misure e delle
azioni che un’azienda mette in atto per ottenere una
produzione che risponda economicamente, quantitativamente e
qualitativamente agli obiettivi prefissati nel rispetto delle norme.
Senza di esso l’azienda procede in maniera confusa, casuale,
non è in grado di programmare i risultati, non
può migliorare la qualità delle proprie
prestazioni e del proprio prodotto.
In genere, il controllo di processo viene attuato in maniera intuitiva
e informale da tutti i produttori, anche dai meno organizzati. Ogni
intervento fatto con l’intenzione di aumentare la produzione
o ridurre i costi o migliorare la qualità del prodotto
è un controllo di processo. L’obiettivo
è di attuarlo in maniera più efficace e
perciò è necessario programmarlo
adeguatamente ed inserirlo nel programma di gestione e sviluppo
dell’azienda.
Nel presente lavoro, gli autori (Prof. Primo Proietti, Nasini Luigi,
Alessandra Balduccini) presentano un flow-sheet
della fase agronomica della filiera olivicola-olearia, con definizione
di un ordine di criticità dei possibili rischi e delle
procedure di prevenzione degli errori e dei danni per le operazioni e
le attività più critiche da attuare, per evitare
che i rischi individuati, si traducano in danno per il produttore.
Etichettatura: la (dis)informazione dei marchi di fabbrica
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Il regolamento CE 1924/2006
prevede una deroga per i marchi e le denominazioni commerciali o di
fantasia che possono essere interpretati come indicazioni nutrizionali
o sulla salute, ma che non rispettano le prescrizioni del regolamento
stesso. Tale deroga sarà valida sino al gennaio 2022.
L'autore evidenzia i potenziali rischi per il consumatore, che sino a
tale data sarà esposto a fraintendimenti, se non a vere e
proprie pubblicità ingannevoli.
Conflitto di interessi nella frigo conservazione: il ruolo della TRIZ
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La frenetica
dinamica che caratterizza il settore
della frigoconservazione ha prodotto l’introduzione nel
mercato di soluzioni non ottimizzate, spesso semplicistiche e
sicuramente di breve periodo.
Sono molte le contraddizioni
nel sistema, non trascurabili ai fini dell’efficienza, dei
costi e della gestione, per di più presenti
dalla fase di progettazione stessa a quella di mantenimento.
Preconfezionato o preincartato: chi ha ragione?
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Continuano le denunce a carico di
commercianti che pongono in vendita confezioni prive delle prescritte
diciture di legge (con particolare riferimento a TMC/data di scadenza),
invocando le deroghe relative ai prodotti "preincartati".
Partendo dalle differenti interpretazioni del testo normativo, l'autore
analizza le attuali condizioni di vendita, caratterizzate sempre
più dalle strutture della Grande Distribuzione e che
evidenziano la validità dell'interpretazione formulata dalla
Suprema Corte.
Ecco come generare innovazione!
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Il risultato
dell’innovazione rappresenta solo la "punta
dell'iceberg" dell'intero processo innovativo, dietro il
quale è sempre più presente un approccio
sistemico ed una visione trasversale ben più ampia rispetto
agli schemi ed ai modelli organizzativi tradizionalmente applicati.
Le aziende non possono più sopportare investimenti
su attività di ricerca e sviluppo dagli esiti incerti.
Non è più valida la relazione diretta e
proporzionale tra budget in R&D e ritorni economici
dell'azienda e non basta più la "genialità del
singolo". Oggi è necessaria una "tensione creativa"
nell'organizzazione per il suo sviluppo e per il suo sostegno nei
momenti congiunturali negativi. E’ necessario allora favorire
la Open Innovation nell’azienda, integrata con l’applicazione
della TRIZ e di tecniche emotivo/creative.
Un duplice approccio per collocare le risorse al centro del
processo virtuoso di innovazione e sfruttare le doti creative delle
stesse persone che fanno l'organizzazione.
Finanza e Management per le PMI: le Opportunità dalla Crisi.
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Il "vero" Talento
della Complessità è saper immaginare
scenari possibili prima e meglio di altri - non è
più quello di prevedere!
Allora, diventa vitale comprendere i concetti fondamentali dei sistemi
Complessi e Caotici per stimolare l'immaginazione di biforcazioni, di
coppie di scenari e di eventi-trigger.
Recentemente abbiamo assistito a un evento-trigger inimmaginabile dai
più, ma evidenziato in alcuni "Workshop di Scenari
Complessi" di Nicola Antonucci.
L’autore, in questo articolo, ci guida attraverso un viaggio
nella complessità della nostra epoca sfruttando uno schema
che esemplifica tutti i concetti fondamentali di un qualsiasi fenomeno
complesso: la Mappa di Feigenbaum.
Utilizzando l’approccio della Finanza Scientifica,
ci fa comprendere il contesto che l’economia mondiale vive,
presentando via opportune e consigli per l’imprenditore,
utili per gestire le minacce e cavalcare le opportunità che
la crisi offre. In attesa che si definiscano meglio gli effetti
dell’evento “trigger”:
"influenza suina”.
Origine degli alimenti in etichetta: l’affollamento dei DDL
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L’Autore,
che ha già illustrato il suo punto di vista
sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei
prodotti, riprende l’argomento per commentare brevemente due
Disegni di Legge che sollecitano tali provvedimenti.
Le ragioni di questa doppia iniziativa appaiono decisamente difficili
da comprendere in quanto, messi a confronto, i due testi, seppure
simili negli obbiettivi, mostrano alcune differenze non secondarie.
Leggere la Qualità: riflessioni, esperienze e un po’ di buon senso
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=35
Partendo dal significato letterale
del termine "leggere", utilizzato poi quale strumento di analisi,
l'autore espone alcune riflessioni, derivate dalla sua esperienza
professionale.
Viene dapprima esaminato il concetto di "qualità
del prodotto", nelle sue differenti accezioni legate ai
diversi momenti del ciclo aziendale (marketing, R&D,
produzione, ...), arrivando fino alla descrizione di un metodo di
valutazione della " qualità percepita dal
consumatore ".
La seconda parte dell'articolo è dedicata all'analisi delle
differenti fasi che caratterizzano il processo produttivo.
L'articolo è tratto dal volume La
Qualità nell’industria alimentare, che
l'autore (dott. Alfredo Clerici) ha pubblicato presso l'Editrice Taro
di Alessandria.
Nuvole Solide: l’IT che piace, semplice, potente, economica, libera
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=34
L’innovazione
IT oggi si chiama "Cloud
Computing". Un sistema tecnologico che eroga potenza di
calcolo su richiesta e "pay per use". Interessa perché fa
risparmiare, riduce la complessità, riavvicina l'Information
Technology al “core” business aziendale, con la
possibilità di governare davvero le scelte e di dipendere
meno dai fornitori.
Un set di soluzioni tecnologiche non invasivo e sempre disponibile, che
ben si adatta al modello organizzativo aziendale del settore
agroalimentare ed, in particolare, alle esigenze dell'imprenditore
Le innovazioni possibili nella tecnologia dell’olio vergine di oliva
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=33
Relazione del
prof. Claudio Peri, presidente del Centro Studi per
la Qualità dell’Accademia dei Georgofili,
presidente della Associazione TREE, tenuta alla Conferenza
internazionale sulle produzioni mediterranee: olio,vino e cereali
(Parma, 14-15 Novembre 2008), dedicata alla tecnologia di estrazione
dell’olio di oliva vergine con particolare riferimento al
tema dell’innovazione.
L’autore indica quale potrebbe essere
l’evoluzione di questa tecnologia, tenendo conto
dei problemi e delle soluzioni possibili e giunge alla proposta di
creare un tavolo di discussione permanente per
approfondire i temi della tecnologia dell’olio di oliva, con
un duplice scopo:
- creare sinergie fra mondo della ricerca,
dell’impiantistica e dei produttori di olio di oliva,
- consolidare e promuovere la leadership internazionale
dell’Italia nella tecnologia olearia.
Considerazioni sul Disegno di Legge per l’adozione della tracciabilità di filiera
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=32
Il Disegno di
Legge Misure per l’adozione di un sistema di
tracciabilità di filiera, presentato al Senato il
30/12/2008, si pone due finalità:
istituire un sistema di tracciabilità di filiera
volontario e tutelare il consumatore
finale.
Obiettivi conseguibili attraverso “un disciplinare
di filiera, il rilascio di una certificazione volontaria
ed una etichetta da apporre sulle confezioni”.
In questo modo sarebbero garantite la sicurezza e
l’origine certa dei prodotti, che diverrebbe così
veicolo e strumento promozionale nei mercati internazionali.
Etichettatura dei prodotti senza glutine: il nuovo regolamento
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=30
L'autore
riassume le principali novità introdotte dal REGOLAMENTO
(CE) N. 41/2009 e ne evidenzia importanti differenze rispetto
all'attuale situazione.
Vengono inoltre accennate alcune possibili "ricadute" che le nuove
disposizioni potranno avere sulla normativa "allergeni" e sulla
gestione dei dietetici.
Ci si é già
occupati di questo argomento in un precedente articolo, presente nel
Simposio, dal titolo "Come
etichettare i prodotti senza glutine?".
Con la pubblicazione del Regolamento
(CE) N. 41/2009 relativo alla composizione e
all'etichettatura dei prodotti alimentari, adatti alle persone
intolleranti al glutine, vorrei riassumere le principali
novità, evidenziando importanti differenze rispetto
all'attuale situazione.
In conclusione riporto alcune possibili "ricadute" che le nuove
disposizioni potranno avere sulla normativa "allergeni" e sulla
gestione dei dietetici.
La sindrome ADHD e additivi negli alimenti
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=29
L’autore, il Dott. Domenico Tiso, tratta il tema della
sindrome ADHD, acronimo inglese di Attention Deficit
Hyperactivity Disorder.
La sindrome dipende da fattori genetici, nascita prematura,
uso di alcool e tabacco da parte della madre, esposizione a elevate
quantità di piombo nella prima infanzia.
Ma sempre più evidenze scientifiche, documentano la correlazione
tra questa malattia e il consumo di alimenti contenenti additivi chimici.
Perché bevo latte crudo
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=28
L'autore mette in discussione le
recenti preoccupazioni relative al consumo di latte crudo, ritenuto
alimento pericoloso alla salute se non è trattato
termicamente o sottoposto a pastorizzazione.
Il latte crudo è proposto da anni da consumarsi, appunto,
crudo ... perché, così come risulta da numerosi
studi, solo in queste condizioni si può beneficiare di
alcune interessanti proprietà nutrizionali e nutraceutiche
...
L'autore giunge ad una sua valutazione sulle ragioni di un allarmismo
per lui giudicato infondato e di parte
Origine degli alimenti in etichetta: una voce fuori dal coro
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=25
I recenti accadimenti relativi alla contaminazione da diossina di prodotti carnei provenienti dall’Irlanda e il rilancio mediatico della necessità di rendere obbligatoria l’indicazione di origine geografica in etichetta, rendono ancora più attuale il tema della rintracciabilità. L’articolo presenta inizialmente una lettura non convenzionale della normativa riguardante la tracciabilità. Viene poi analizzato il concetto di “rintracciabilità interna” come uno dei principali strumenti di gestione della sicurezza alimentare.In conclusione, una possibile chiave di lettura alternativa delle motivazioni che spingono molti a sostenere l’indicazione d’origine in etichetta.
Problemi legati alle infestazioni su derrate
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=24
I danni provocati dagli animali
infestanti a spese delle derrate immagazzinate sono cospicui.
Ogni anno svaniscono, a causa dell’attività dei
vari organismi infestanti, più di 100 milioni di tonnellate
di cereali immagazzinati.
Basterebbe ridurre di almeno la metà le perdite per
sfamare 500 milioni di persone.
Al danno quantitativo si aggiunge la contaminazione delle
derrate con rosure, escreti, secreti, esuvie, peli, piume e del corpo
stesso degli infestanti: un senso di comprensibile ripugnanza
che si può provare. Ma ci sono altri motivi di
preoccupazione: sono diverse le contaminazioni che le derrate
subiscono e i problemi igienico sanitari che ne derivano.
Il quadro è una risultante di una serie di fattori
che vanno presi in considerazione e che va affrontato, nei
vari comparti della produzione agro-alimentare, con strategie
adeguate che si servano di tutte le tecnologie a disposizione.
Dalla qualità all’eccellenza dell’olio di oliva. \"II: il metodo e i contenuti”
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=23
Lettura dell’accademico
prof. Claudio Peri tenuta presso l'Accademia dei
Georgofili, Firenze, Logge degli Uffizi Corti, il 18 Settembre 2008.
A conclusione di una lunga elaborazione concettuale e di una originale
esperienza associativa con un nucleo di produttori di oli di oliva di
grande qualità, l’accademico prof. Claudio Peri ha
presentato in due letture una definizione e un esempio concreto di
"eccellenza" dell’olio di oliva.
Nella prima
lettura ha gettato le basi concettuali di una
definizione dell’eccellenza basata non solo sulla
qualità del prodotto, ma anche su quella
del contesto produttivo e, ancor più, sulla
competenza e sulla onestà del produttore.
Per la prima volta questi concetti apparentemente astratti sono
proposti nelle forme molto concrete e verificabili del controllo del
processo produttivo e della rintracciabilità dei prodotti e
dei comportamenti. Gli aspetti applicativi sono illustrati nella
seconda lettura.
I testi delle due letture presentano anche considerazioni di metodo
riguardanti i vari requisiti della qualità ed elementi di
analisi critica della situazione attuale.
Tutti coloro che sono interessati a prospettive non banali per gli oli
di oliva di assoluta eccellenza, dovrebbero leggere attentamente questi
testi.
Etichettatura Allergeni: come comportarsi
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=22
Nell’etichettatura degli alimenti è frequente trovare «avvertenze» (dal
tono più o meno ambiguo) del tipo “può contenere tracce di … , prodotto
in uno stabilimento che utilizza …” e simili.
Avvertenze che generano dubbi nel consumatore (“… ma contiene o no allergeni?
”), che potrebbero indurlo a non acquistare il prodotto e che denotano una
superficiale gestione del rischio allergeni, offrendo il fianco ad insidiose
conseguenze sul piano della responsabilità.
L’autore ci guida ad individuare i passi opportuni per gestire questo rischio
e per poter giungere ad una dichiarazione «diligente» in etichetta di quello che
potrebbe esserci nell’alimento e di quello che potrebbe non esserci.
Come etichettare i prodotti senza glutine?
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=19
Come comunicare al consumatore la presenza o meno di glutine nei prodotti alimentari?
Il problema è affrontato a partire dalla problematiche aperte dal “regolamento claims" e ripercorre lo stato dell’arte legislativo per cercare di districarsi in una situazione complessa.
Indica tecnicamente alcune soluzioni che potrebbero essere messe in pratica dal legislatore.
Italian sounding: le contraddizioni e le soluzioni
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=18
Il mercato nord americano per i prodotti agroalimentari italiani vale circa 10
miliardi di euro, di cui circa il 30% è rappresentato da prodotti autentici
italiani. Il rimanente 70% è la quota sottratta dai prodotti imitati, che non
hanno nulla a che vedere con la nostra produzione e la nostra tradizione
culinaria.
Basterebbe sostituire i prodotti fasulli con quelli autentici, avvicinando il
consumatore, amante dell’Italian sounding, al vero prodotto e
comunicandone la sua origine certa.
Ma bisogna superare la contraddizione che molti dei nostri prodotti presentano:
essere realizzati con materie prime non italiane.
In genere, si ricerca la contraddizione per innovare o far evolvere i sistemi.
Invece, per il nostro sistema agroalimentare, questo sembra essere un aspetto
invalicabile. Ma in realtà è un’inerzia psicologica che, bloccando la
trasparenza, rallenta lo sviluppo della rintracciabilità di filiera, come
sistema portante, su cui articolare una strategia comunicativa vincente.
Dalla qualità all\'eccellenza dell\'olio di oliva.\"I: definizione e fondamenti concettuali\"
http://www.SimposioAgroalimentare.it/indexnews.php?action=fullnews&showcomments=1&id=17
Lettura dell’accademico
prof. Claudio Peri tenuta presso l'Accademia dei
Georgofili, Firenze, Logge degli Uffizi Corti, il 14 Febbraio 2008
Il termine “eccellenza” viene usato sempre
più spesso nella presentazione di prodotti e nel linguaggio
fantasioso e approssimativo della pubblicità.
Prima che il termine sia del tutto inflazionato e quindi svuotato di
ogni concreto significato, dovremmo domandarci:
Qual'è il suo significato riferito ad un prodotto
alimentare? Può essere possibile una verifica? Come si pone
l’eccellenza rispetto alla qualità oppure nel suo
ambito? Che differenza c’è fra un prodotto buono e
uno eccellente? Chi ha titolo a conferire questa attribuzione con
autorità e credibilità?
Su questi e simili interrogativi si sofferma la lettura
dell’Accademico prof. Claudio Peri. Si tratta di una
riflessione aperta, che si svolge in due parti: la prima, introduttiva,
sui fondamenti concettuali di metodo e di terminologia; la seconda,
dedicata alla applicazione di questi concetti al caso
dell’olio di oliva.
Se si potesse arrivare a definire l’eccellenza in maniera
semplice, comprensibile e verificabile, si aprirebbe una straordinaria
prospettiva di riconoscimento e di competizione per gli oli di oliva di
più alta gamma e finalmente “Beyond Extra Virgin".
Sicurezza nel settore pasta
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Livello tollerabile - concetto di impossibilità di difetto zero nell'alimentare - valutazione, gestione e comunicazione del rischio - le sanzioni rispetto alla normativa europea irrogate con il D. Lgs. 193/07 - importanza della cottura come processo di bonifica microbiologica
Private label - look alike?
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Sugli scaffali della GDO italiana
infuria ormai da anni la guerra tra prodotti
branded e gli omologhi venduti con private label.
Ma è ammissibile che si adottino per una private
label marchi confondibili con quelli del prodotto di
marca?
Filiera olio: quali opportunità per il Made in Italy
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La filiera olio è oggetto di un interessante dibattito
politico e di attività legislativa. Si vuole tutelare il
consumatore, valorizzare e salvaguardare la produzione italiana
olivicola. Ma manca una “visione della dinamica del
sistema”, si individuano "soluzioni sintomatiche" e non
quelle fondamentali.
In un “villaggio
globalizzato” non ci sono più segreti da
nascondere, le opportunità possono essere colte, facendo
leva sulla trasparenza, tutelando il prodotto e rafforzando il valore
umano, specchio distintivo dell'impegno e della natura dell'uomo, che
lo ha operato.
La "soluzione fondamentale" viaggia quindi nella rete che, trasparente
di natura, crea conoscenza condivisa e, quindi, alimenta la coscienza
collettiva del prodotto e del suo produttore.
L\'Uomo, il Cibo e il Vino
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L’uomo vive momenti
indimenticabili e prende decisioni importanti, supportato nel ricordo,
da un mix di sensazioni, condensato nelle immagini che la sua mente
immagazzina.
L’acutezza sensoriale è un dono da valorizzare,
è necessaria per avere una vita qualitativa nel rapportarsi
con gli altri, nel comunicare con loro, come nel rapportarsi con se
stessi, per permettersi di avere piacere nel vivere.
Quando si è i primi, gli altri come possono dire di essere gli unici?
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Riflessioni sulle esperienze ed il
rapporto che, come professionisti, viviamo e abbiamo vissuto negli
ultimi 10 anni, incontrando e collaborando con gli imprenditori e le
aziende agroalimentari di piccole, medie, grandi dimensioni, nazionali
o multinazionali.
La nuova \"ricetta\" per aumentare le vendite aziendali
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Il GeoMarketing: la soluzione per
individuare e definire i clienti da contattare e per gestire in maniera
sistematica e approfondita l'azione di vendita sul mercato.
Metodologia che si applica con una duplice funzione: da un lato
è un supporto, per le attività strategiche di
"decision making", dall'altro è uno strumento operativo
fondamentale per chi opera sul mercato.
Si possono risolvere le problematiche aperte dal Regolamento 1024/2006 CE sui claims?
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Il problema delle definizioni, non è sempre di aiuto alla corretta comprensione del problema.Di frequente è inconciliabile l'aspetto nutrizionale e quello tecnologico.La terminologia strettamente specialistica non è alla portata del consumatore medio.
Come togliersi di dosso chi ci imita?
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La proteggibilità legale è un parametro di progetto da ben valutare al momento della creazione di un nuovo prodotto alimentare e non quando esso è già realizzato.
La gestione precisa e rapida della filiera
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L'autocontrollo e l'attenzione alla propria responsabilità di singolo attore sono insufficienti per affrontare le esigenze dei mercati internazionali e le sempre più forti pressioni dei consumatori.
Etichettatura: Cronaca di una morte annunciata
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Oggi vi raccontiamo una storia (attenzione alle date)
Aspetti critici della comunicazione nel settore alimentare
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Intervento al CONVEGNO
"RESPONSABILITÀ SOCIALE ED ETICA NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE"
Intervento dell'Avv. Paolo R. MARINI – Dirigente FEDEROLIO
Responsabilità, affidabilità, fiducia: merci che scarseggiano sul mercato alimentare.
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Intervento al CONVEGNO
"RESPONSABILITÀ SOCIALE ED ETICA NELL’INDUSTRIA
ALIMENTARE"
di BRUNA DE MARCHI - ISIG GORIZIA (Istituto di Sociologia
Internazionale di Gorizia)
L’intervento prende spunto dal progetto europeo TRUST, che ha
condotto indagini, sui temi della fiducia, della comunicazione e del
rischio, con consumatori attraverso la metodologia dei “focus
group. I consumatori intervistati, dopo i vari scandali alimentari,
hanno manifestano una crisi di fiducia verso produttori e istituzioni
di controllo.
Miglioramenti indotti da tecnologie per l’igiene, la
sicurezza, il trasporto, la distribuzione, la conservazione, non
allontanano la percezione di rischi per la salute legati alla
crescente lontananza del consumatore dai produttori e la
conseguente impossibilità di capire che cosa avviene nei
diversi stadi della filiera.
Emerge il tema del profitto, evidenziato dalla
tendenza alla concentrazione della produzione e distribuzione e
percepito come criterio dominante nella filiera alimentare.
Emerge la crescente fiducia verso le associazioni dei consumatori.
Dall’altra si percepisce l’inadeguatezza di
controlli estesi e approfonditi.
Le crisi alimentari che raggiungono le prime pagine
dei giornali sono indicate come la punta di un
iceberg.
Prevale lo scetticismo sulle possibilità di
individuare i responsabili di frodi o inadempienze che pregiudica
fortemente la fiducia non tanto nella tecnologia in
sé, quanto nel sistema di garanzie e controlli. La
fiducia sistemica acquisisce talvolta una connotazione
interpersonale, che si manifesta ad esempio con la fedeltà
ad un marchio.
Razionalizzazione e ottimizzazione dell\'HACCP
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Reg. 2073/2005 CE: l'occasione per
rivedere concettualmente l'applicazione dei principi dell'HACCP ed
andare oltre i requisiti minimi.